Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto un insolito appello pubblico al presidente russo Vladimir Putin, combinando una dura critica alla strategia di guerra di Mosca con una rinnovata proposta di negoziati diretti finalizzati a porre fine al più grande conflitto europeo dalla Seconda guerra mondiale.
In una lettera aperta pubblicata sul sito della Presidenza ucraina e indirizzata direttamente a Putin, Zelensky ha descritto la guerra come una scelta politica personale del leader del Cremlino e ha sostenuto che la Russia sta affrontando costi militari, economici e sociali sempre più elevati, che diventeranno progressivamente più difficili da sostenere.
“Questa guerra è una tua scelta personale: una guerra senza una vera ragione. È così che la storia la ricorderà”, ha scritto Zelensky. Ha inoltre sostenuto che qualsiasi futuro negoziato dovrebbe partire dalle realtà stabilite sul campo di battaglia, affermando che “la linea del fronte è ora la linea da cui deve partire la diplomazia”.
Il Cremlino vede tuttavia la questione territoriale in modo diverso, chiedendo all’Ucraina di rinunciare alle quattro regioni annesse dalla Russia.
Il messaggio arriva in un momento in cui gli sforzi diplomatici per raggiungere una soluzione negoziata restano bloccati, mentre i combattimenti continuano lungo un fronte che si estende per centinaia di chilometri nell’Ucraina orientale e meridionale.
Zelensky ha utilizzato la lettera per contrapporre lo stato delle relazioni tra i due Paesi prima dell’ascesa al potere di Putin, oltre venticinque anni fa, all’attuale realtà fatta di guerra, attacchi con droni e perdite sul campo di battaglia.
Secondo il presidente ucraino, quasi la metà del periodo trascorso da Putin al potere è stata dedicata alla guerra contro l’Ucraina. Egli ha sostenuto che le spiegazioni storiche frequentemente invocate da Mosca, tra cui l’allargamento della NATO, la competizione geopolitica e lo status della lingua russa, non possono nascondere quella che ha definito la natura fondamentalmente politica del conflitto.
Il leader ucraino ha affermato che un numero crescente di cittadini russi sta diventando insoddisfatto delle conseguenze della guerra, citando l’aumento dei prezzi, le carenze di carburante, le restrizioni imposte dalle autorità e l’incertezza riguardo a eventuali ulteriori mobilitazioni militari.
Ha inoltre suggerito che la capacità della Russia di mantenere il sostegno interno attraverso incentivi finanziari e risorse statali stia diventando sempre più limitata.
Una parte significativa della lettera è stata dedicata agli sviluppi militari. Zelensky ha sostenuto che l’Ucraina ha dimostrato di essere in grado di colpire obiettivi in profondità nel territorio russo e ha sottolineato che il raggio d’azione dei droni ucraini a lungo raggio continua ad aumentare.
Il riferimento sembra alludere ai recenti attacchi con droni condotti dall’Ucraina nel cuore della Russia, inclusi attacchi effettuati a oltre 1.000 chilometri dal confine ucraino.
Ha inoltre affermato che le perdite russe sul campo di battaglia restano consistenti e ha sostenuto che Mosca abbia ripetutamente mancato gli obiettivi militari che si era prefissata, comprese le ambizioni relative alla conquista di ulteriori territori ucraini.
Allo stesso tempo, Zelensky ha ribadito che l’Ucraina non cerca uno stato permanente di guerra e rimane interessata a una soluzione politica. “Basta guerra”, ha scritto. “L’Ucraina propone di porre fine a questa guerra”.
L’elemento più significativo della lettera è stata una proposta diretta di incontro personale tra i due leader. “Non avere paura di lasciarti la guerra alle spalle: è questa la cosa principale che oggi ti viene richiesta”, ha scritto Zelensky prima di proporre colloqui diretti con Putin.
Il presidente ucraino ha suggerito che i negoziati possano svolgersi in un Paese neutrale, citando la Svizzera, la Turchia e diversi Stati del mondo arabo come possibili sedi. Ha sostenuto che le decisioni fondamentali sulla guerra e sulla pace richiedano in ultima analisi un confronto ai massimi livelli politici, piuttosto che lunghe discussioni affidate esclusivamente a delegazioni tecniche.
Zelensky ha inoltre delineato un formato diplomatico più ampio che potrebbe coinvolgere sia gli Stati Uniti sia i Paesi europei. Secondo il presidente ucraino, qualsiasi futuro accordo richiederà garanzie di sicurezza credibili per tutte le parti coinvolte e dovrebbe inserirsi in una più ampia discussione sull’architettura della sicurezza europea.
La proposta arriva in un contesto di persistente incertezza riguardo al futuro ruolo di Washington negli sforzi di mediazione. Zelensky ha osservato che l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump è attualmente fortemente concentrata sugli sviluppi legati all’Iran, sostenendo che la guerra in Ucraina non dovrebbe restare in attesa di una rinnovata attenzione internazionale.
Come misura per rafforzare la fiducia reciproca, Zelensky ha proposto un cessate il fuoco totale per tutta la durata dei negoziati. Ha inoltre suggerito uno scambio completo di prigionieri secondo il principio del «tutti per tutti» e ha chiesto il ritorno dei civili e dei bambini trasferiti durante la guerra.
Oltre agli aspetti diplomatici, la lettera conteneva anche un messaggio geopolitico più ampio. Zelensky ha sostenuto che la Russia sia diventata sempre più dipendente da partner esterni, tra cui la Cina e la Corea del Nord, mentre l’Ucraina è riuscita a mantenere il sostegno internazionale nonostante le ripetute previsioni secondo cui l’appoggio occidentale si sarebbe progressivamente indebolito.
Ha inoltre respinto l’idea che le sanzioni contro la Russia possano essere significativamente allentate senza cambiamenti sostanziali nella posizione di Mosca nei confronti dell’Ucraina.
Il tono della lettera rifletteva la convinzione che l’Ucraina sia in grado di continuare a resistere all’aggressione russa, cercando al tempo stesso di presentare i negoziati come un’opportunità per Putin piuttosto che come una concessione. “La scelta ora è tua”, ha concluso Zelensky. “Basta guerra”.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

